Virus Zika colpisce anche in Europa. L’OMS alza i livelli di allarme

Il Virus Zika – che genera malformazioni nei neonati – ha colpito 22 Paesi in America Latina e, attualmente, è giunto anche in Europa. Sono 3 i casi segnalati in Gran Bretagna e 1 oggi in Austria . Sono difatti  tre i britannici e 1 austriaco, rientrati in patria dopo viaggi in Sud America e ai Caraibi, ai quali è stata diagnosticata l’infezione da Virus Zika.

Il Virus Zika, per cui non esiste un vaccino, è stato isolato per la prima volta nel 1947 in una scimmia della foresta di Zika, in Uganda dove aveva provocato piccole epidemie sporadiche in alcune regioni africane e del sudest asiatico. Invece in Brasile, per motivi ancora oscuri, subito dopo il suo arrivo avrebbe contagiato un milione e mezzo di persone.

L’allarme è scattato a dicembre, quando dei medici del Pernambuco, uno degli stati nordorientali del paese, hanno notato un forte aumento di neonati con microcefalia , una malformazione in cui il cranio è eccessivamente piccolo e che spesso è associata a danni cerebrali. Nei successivi quattro mesi i casi di microcefalia sono stati più di 3.500, mentre tra il 2009 e il 2014 erano in media meno di duecento all’anno. Nessuna delle cause note del disturbo – anomalie genetiche, farmaci, alcol, rosolia, esposizione a sostanze tossiche durante la gravidanza – sembrava esserne responsabile (tratto da http://www.internazionale.it/notizie/2016/01/26/virus-zika)

Anche in Italia, nella primavera del 2015, si sono registrati 4 casi in Italiani che rientravano dal Brasile e che attualmente stanno bene. Il Virus Zika si presenta con i sintomi di una normale influenza e può essere molto pericoloso per le donne in gravidanza in quanto provoca delle malformazioni nei feti.

L”Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e la Pan (American Healt Organization)  hanno lanciato lo stato di allerta. Il 1 febbraio si terrà una riunione straordinaria per far fronte alla diffusione del Virus Zika. Sostengono che il virus “può essere trasmesso attraverso il sangue” – anche se si tratta di “un meccanismo di trasmissione non frequente” – e forse pure per via sessuale.

“Precauzioni standard, che sono già in essere per assicurare donazioni e trasfusioni di sangue sicure, dovrebbero essere seguite”, dice l’Oms. “L’evidenza di trasmissione del virus dalla madre al bambino durante la gravidanza o la nascita è limitata”, assicurano, ma si stanno effettuando studi per ottenere “maggiori evidenze circa la trasmissione perinatale (durante il parto) e per meglio comprendere in che modo il virus colpisce i neonati”. “Al momento non c’è invece evidenza che il Virus Zika possa essere trasmesso ai neonati attraverso il latte materno”, dice l’Organizzazione, anche se è “documentato e ben noto” il ruolo delle zanzare Aedes, “mentre sono limitate le evidenze circa altre vie di trasmissione”.

Di certo c’è, però, che il virus è stato isolato nello sperma umano e che “un caso di possibile trasmissione sessuale da persona a persona è stato descritto”. “Maggiori evidenze sono necessarie per confermare se il contatto sessuale sia un mezzo di trasmissione del Virus Zika”, precisa l’Oms.

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